Calcolatore del peso volumetrico
Determini il peso tassabile per il trasporto aereo, stradale e marittimo.
Il peso volumetrico è un valore calcolato che esprime in chilogrammi lo spazio occupato da una merce: larghezza × lunghezza × altezza in centimetri, divise per un divisore specifico della modalità di trasporto. Il divisore di riferimento è 6.000 nel trasporto aereo, 5.000 nelle reti di corrieri espressi e comunemente 3.000 nei carichi parziali stradali. La fattura si basa sul maggiore tra peso lordo effettivo e peso volumetrico.
Come viene calcolato
Formula: peso volumetrico (kg) = (larghezza × lunghezza × altezza, in cm) ÷ divisore. Peso tassabile = il maggiore tra peso lordo effettivo e peso volumetrico. Esempio: 5 cartoni da 120 × 80 × 90 cm, ciascuno di 80 kg; 400 kg lordi in totale. Volume per collo 864.000 cm³. Aereo (6.000): 864.000 ÷ 6.000 = 144 kg per collo, 720 kg per cinque; il peso effettivo è 400 kg, quindi il peso tassabile è 720 kg. Express (5.000): 172,8 kg per collo → 864 kg. Strada (3.000): 288 kg per collo → 1.440 kg. La stessa merce dà tre pesi tassabili diversi nelle tre modalità di trasporto. Il confronto si fa sempre a livello di spedizione: prima si sommano i pesi volumetrici di tutti i colli, poi li si confronta con il peso lordo totale.
Il divisore è in realtà una soglia di densità
Il divisore stabilisce il numero minimo di chilogrammi che un vettore addebita per un metro cubo di spazio. Poiché 1 m³ = 1.000.000 cm³, il divisore si converte direttamente in una soglia di densità: un divisore di 6.000 significa circa 167 kg per metro cubo, 5.000 significa 200 kg e 3.000 circa 333 kg. Se la densità della sua merce è superiore alla soglia, viene fatturato il peso effettivo; se è inferiore, il peso volumetrico. Se un collo di 1 m³ pesa 150 kg, nel trasporto aereo (soglia 167 kg) viene tassato sul volume; se lo stesso collo pesa 300 kg, sul peso. Un imballo più compatto incide quindi sulla fattura solo nella misura in cui porta la densità sopra la soglia; se è già sopra, ridurre il volume non cambia il peso tassabile. Per la definizione del termine, veda Che cos’è il peso volumetrico?.
- Divisore 6.000 ≈ 167 kg/m³
- Divisore 5.000 = 200 kg/m³
- Divisore 3.000 ≈ 333 kg/m³
Nel trasporto aereo è 6.000 o 5.000?
Nel trasporto aereo il divisore IATA consolidato è 6.000; nelle reti di corrieri espressi 5.000 è uno standard comune e produce un peso tassabile più alto per lo stesso scatolone. Quale divisore si applichi dipende dalla tariffa e dall’accordo: ne chieda l’indicazione per iscritto nel preventivo, perché la differenza tra 6.000 e 5.000 è di circa il venti per cento sulla merce voluminosa. Altri due punti: le misure dei lati vengono di solito arrotondate al centimetro più vicino e, nella maggior parte delle tariffe, il peso tassabile è arrotondato per eccesso al mezzo chilogrammo successivo, per cui 40,1 kg vengono fatturati come 40,5 kg. Il tipo di aeromobile e l’altezza del pallet impongono inoltre un limite fisico a sé; anche se il calcolo torna, un collo alto può non essere accettato. Veda trasporto aereo.
- Riferimento IATA: 6.000
- Reti di corrieri espressi: 5.000
- Nella maggior parte delle tariffe il peso tassabile è arrotondato per eccesso a 0,5 kg
Nel trasporto stradale il divisore non è l’unica misura
Il divisore più comune nei carichi parziali stradali è 3.000; la conversione corrispondente si scrive anche 1 m³ ≈ 333 kg. A seconda del vettore e della tratta possono essere usati altri divisori come 4.000, oppure una base del tutto diversa: il metro di carico (LDM). Con l’LDM, l’addebito deriva dalla lunghezza che la merce occupa sul pianale del rimorchio; la conversione comune nel settore è 1 LDM ≈ 1.750 kg, e un europallet da 120 × 80 cm occupa circa 0,4 LDM. Per la merce non impilabile distribuita sul pianale, il calcolo in LDM può risultare più caro del calcolo sul volume. Poiché la lunghezza interna di un semirimorchio telonato standard è di circa 13,6 metri, nella maggior parte dei carichi parziali lo spazio finisce prima dei chilogrammi. Chiedere su quale base si fonda la tariffa è più decisivo che discutere del divisore. Veda trasporto stradale.
- Divisore comune: 3.000 (1 m³ ≈ 333 kg)
- Base alternativa: LDM (metro di carico); 1 LDM ≈ 1.750 kg, europallet ≈ 0,4 LDM
- Lunghezza interna di un semirimorchio telonato ≈ 13,6 m
In mare non c’è un divisore, c’è la tonnellata di nolo
In mare il divisore del peso volumetrico non si usa. Nel LCL il confronto avviene direttamente tra metri cubi e tonnellate: 1 CBM è considerato 1.000 kg e il valore maggiore viene fatturato come tonnellata di nolo (R/T). È una soglia molto alta, pari a un divisore di 1.000; poiché quasi tutta la merce commerciale generica resta sotto, una fattura LCL in pratica deriva dal volume. Nel FCL non esistono né un divisore né la tonnellata di nolo: l’addebito è per container e valgono due limiti contemporaneamente, il volume interno del container e il suo carico utile massimo; decide quello che si riempie per primo. Per il calcolo dei metri cubi veda il calcolatore CBM; per la differenza tra le modalità di trasporto veda FCL e LCL e trasporto marittimo.
- LCL: metri cubi ↔ tonnellate, si applica il valore maggiore
- Equivalenza: 1 CBM = 1.000 kg
- FCL: addebito per container; i limiti sono il volume e il carico utile massimo, non esiste un peso volumetrico
Domande frequenti
Che cos’è esattamente il peso tassabile?
È il maggiore tra peso lordo effettivo e peso volumetrico. Il vettore calcola entrambi e applica la sua tariffa al maggiore. Per una merce da 400 kg il cui peso volumetrico risulta di 720 kg, la fattura viene emessa su 720 kg. Per la merce leggera ma voluminosa, la lettura della bilancia da sola quindi non significa nulla; quando chiede un preventivo deve indicare anche le dimensioni.
Alla mia spedizione si applica 6.000 o 5.000?
Dipende dalla tariffa. Per la merce generica trasportata con lettera di vettura aerea, la prassi comune è il riferimento IATA di 6.000; nelle reti di corrieri espressi 5.000 è diffuso. La differenza tra i due aumenta di circa il venti per cento il peso tassabile della merce voluminosa. Chieda che il divisore sia indicato esplicitamente nel preventivo, così da evitare discussioni in seguito.
Quanti chilogrammi vale un metro cubo nel trasporto stradale?
L’ipotesi comune è di circa 333 chilogrammi, che corrisponde a un divisore di 3.000. Alcuni vettori usano un divisore di 4.000 e altri applicano la base del metro di carico (LDM) al posto dei metri cubi; sul lato LDM la conversione comune è 1 LDM ≈ 1.750 kg. Per la merce non impilabile distribuita sul pianale, il calcolo in LDM può risultare più alto del calcolo sul volume. Quando chiede un preventivo, domandare quale base si applica è più decisivo che discutere del valore del divisore.
Il peso volumetrico si calcola anche nel trasporto marittimo?
Non si calcola un peso volumetrico con divisore. Nel LCL metri cubi e tonnellate vengono confrontati direttamente e il valore maggiore vale come tonnellata di nolo; l’equivalenza è 1 CBM = 1.000 kg. Poiché questa soglia è molto più alta che nel trasporto aereo, per la merce commerciale generica prevale per lo più il volume. Nel FCL l’addebito è per container e il concetto di peso volumetrico non entra in gioco; il limite è tracciato dal volume interno del container e dal suo carico utile massimo.
Ridurre l’imballo fa scendere la fattura?
Solo se la sua densità è inferiore alla soglia del divisore. Nel trasporto aereo con un divisore di 6.000 la soglia è di circa 167 chilogrammi per metro cubo; per la merce al di sotto, ridurre il volume abbassa direttamente il peso tassabile. Se la sua merce è già più densa della soglia, la fattura deriva dal peso effettivo e l’ottimizzazione dell’imballo non cambia il costo, rende solo più facile la movimentazione.
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