Che cos’è un magazzino doganale?
Un magazzino doganale (deposito doganale) è un luogo in cui le merci che non sono state immesse in libera pratica sono conservate sotto vigilanza doganale, senza essere soggette ai dazi all’importazione né alle misure di politica commerciale. Finché le merci attendono nel magazzino, i dazi all’importazione non maturano; il dazio sorge con la dichiarazione di immissione in libera pratica. Ai sensi della legge doganale, il tempo per cui le merci possono restare sotto il regime del magazzino doganale è, di regola, illimitato.
Qual è la differenza tra un magazzino doganale pubblico e uno privato?
La differenza sta in chi può utilizzare il magazzino. L’articolo 94 della legge doganale definisce i magazzini doganali pubblici come quelli «che possono essere utilizzati da chiunque per il deposito di merci» e i magazzini doganali privati come quelli «istituiti esclusivamente per il deposito di merci appartenenti al gestore del magazzino». Un magazzino pubblico è un’attività di servizio; un magazzino privato serve le merci proprie del gestore. L’articolo 93 della legge distingue inoltre il gestore dall’utilizzatore: il gestore è la persona autorizzata a gestire un magazzino doganale e l’utilizzatore è la persona che presenta la dichiarazione con cui le merci sono vincolate al regime del magazzino.
Che cosa significano i tipi di magazzino A, B, C, D, E ed F?
I tipi si distinguono per chi detiene la responsabilità e la contabilità di magazzino. L’articolo 329 del regolamento doganale prevede che i magazzini pubblici siano dei tipi A, B ed F e quelli privati dei tipi C, D ed E. Nel tipo A il gestore tiene la contabilità di magazzino e, se mancano merci tra quelle introdotte nel magazzino, risponde dei dazi doganali. Nel tipo B la responsabilità spetta all’utilizzatore, che presenta la dichiarazione di magazzino; il gestore si limita ad affittare la struttura e, poiché non viene tenuta alcuna contabilità di magazzino, la dichiarazione e i documenti costituiscono la base del controllo doganale. Nei tipi C, D ed E gestore e utilizzatore sono la stessa persona. Il tipo F è gestito dalle amministrazioni doganali.
Come fa il regime del magazzino doganale a differire il dazio?
Il differimento deriva dal fatto che il dazio sorge quando le merci escono dal magazzino, non quando vi entrano. Le merci sono introdotte senza che siano addebitati dazi all’importazione e, poiché il periodo è illimitato, l’importazione può essere effettuata per parti secondo le necessità, il che agevola il flusso di cassa. Il prezzo da pagare è l’obbligo: l’amministrazione può chiedere una garanzia, si tengono registri e i dazi sulle merci mancanti sono riscossi dal gestore o dall’utilizzatore a seconda del tipo. Le merci non possono uscire dal magazzino prima che le formalità siano completate e l’amministrazione doganale abbia dato l’autorizzazione; lo svincolo vero e proprio avviene con una dichiarazione di immissione in libera pratica (cfr. sdoganamento).
- Le spese di magazzino e i costi di conservazione delle merci durante la permanenza nel magazzino non sono inclusi nel valore in dogana, purché siano indicati separatamente dal prezzo effettivamente pagato o da pagare (legge doganale, art. 104/1)
- Nel tipo D, i dazi sono calcolati con le aliquote e gli altri elementi di tassazione in vigore alla data in cui le merci sono state vincolate al regime del magazzino, in conformità al terzo comma dell’articolo 104 della legge
Qual è la differenza tra custodia temporanea e magazzino doganale?
La custodia temporanea è uno stato di attesa con un limite di tempo, mentre il magazzino doganale è un regime doganale. Le merci presentate alla dogana si trovano nello stato di merci in custodia temporanea finché non viene loro assegnata una destinazione doganale. Ai sensi dell’articolo 46 della legge doganale, queste formalità devono essere completate entro quarantacinque giorni dalla data di presentazione della dichiarazione sommaria per le merci che arrivano via mare ed entro venti giorni per le merci che arrivano con qualsiasi altra modalità, per esempio su strada o per via aerea. Le merci per le quali le formalità non sono state avviate entro questo periodo entrano nella procedura di liquidazione. In un magazzino doganale non c’è alcun limite di tempo; lo stato si fonda su una dichiarazione.
Qual è la differenza tra magazzino doganale e zona franca?
Entrambi differiscono il dazio, ma una zona franca è un’area più ampia. L’articolo 152 della legge doganale definisce le zone franche come luoghi che, pur essendo parti del territorio doganale turco, sono considerati al di fuori di esso ai fini dell’applicazione dei dazi all’importazione e delle misure di politica commerciale. L’ingresso in un magazzino doganale si fonda su una dichiarazione di magazzino; in una zona franca, ai sensi dell’articolo 153 della legge, i confini e i punti di ingresso e di uscita sono sotto la vigilanza delle amministrazioni doganali, e una copia del documento di trasporto che deve accompagnare le merci all’ingresso o all’uscita deve essere consegnata all’amministrazione doganale o tenuta pronta per il controllo. In un magazzino doganale le manipolazioni usuali dipendono dall’autorizzazione delle amministrazioni doganali. Il periodo di permanenza è, di regola, illimitato in entrambi.
Tipi di magazzino doganale secondo l’articolo 329 del regolamento doganale
| Tipo |
Pubblico / privato |
Caratteristica distintiva |
| A |
Pubblico |
Il gestore tiene la contabilità di magazzino; il gestore risponde dei dazi doganali sulle merci mancanti |
| B |
Pubblico |
La responsabilità spetta all’utilizzatore; l’utilizzatore presenta la dichiarazione di magazzino e il gestore si limita ad affittare la struttura |
| C |
Privato |
Gestore e utilizzatore sono la stessa persona; tale persona è responsabile delle merci introdotte nel magazzino |
| D |
Privato |
Gestore e utilizzatore sono la stessa persona; si applica il terzo comma dell’articolo 104 della legge |
| E |
Privato |
Il luogo di deposito del titolare dell’autorizzazione è considerato magazzino doganale; il regime può applicarsi anche dove non esiste un luogo di deposito dedicato |
| F |
Pubblico |
Gestito dalle amministrazioni doganali |
Domande frequenti
Per quanto tempo le merci possono restare in un magazzino doganale?
L’articolo 101 della legge doganale considera illimitato il periodo del regime del magazzino. Nei casi che le amministrazioni doganali ritengono necessari, tuttavia, può essere fissato un termine entro il quale alle merci deve essere assegnata una nuova destinazione doganale. Un periodo illimitato non significa che le spese di giacenza smettano di maturare.
Le merci in un magazzino doganale possono essere lavorate?
Solo in misura limitata. Ai sensi dell’articolo 102 della legge doganale, le merci importate possono essere sottoposte alle manipolazioni usuali stabilite dal regolamento, allo scopo di conservarle, di migliorarne la presentazione o la qualità commerciale o di prepararle per la distribuzione o la rivendita, e tali operazioni sono effettuate con l’autorizzazione delle amministrazioni doganali. Un magazzino doganale non è un sito produttivo.
Un magazzino doganale elimina i costi di giacenza?
No. Un magazzino doganale differisce il dazio, non la giacenza; il gestore fattura in base al proprio tariffario. Questa voce è distinta dal calcolo di controstallie e detention della compagnia. Nel decidere, metta a confronto il vantaggio di flusso di cassa del dazio differito con le spese di giacenza che si accumulano.
Il periodo di custodia temporanea può essere prorogato?
L’articolo 46 della legge doganale prevede che, quando le condizioni lo richiedono, l’amministrazione possa fissare un termine più breve o consentire la proroga di questi termini; non può essere concessa una proroga oltre quanto realmente necessario. La via sicura è avere pronte la dichiarazione e i relativi allegati prima dell’arrivo della nave.