Che cos’è lo sdoganamento?
Lo sdoganamento è la procedura con cui le merci sono vincolate a un regime doganale: registrazione della dichiarazione, determinazione di dazi e imposte e completamento di ogni eventuale controllo. All’importazione consente l’immissione in libera pratica delle merci; all’esportazione ne consente l’uscita dal territorio doganale. In Turchia le formalità sono svolte o dal proprietario della merce tramite rappresentanza diretta, o da uno spedizioniere doganale che agisce come rappresentante indiretto.
Perché la dichiarazione doganale e la sua registrazione sono così determinanti?
L’obbligazione doganale nasce nel momento in cui la dichiarazione viene registrata, e si applicano l’aliquota del dazio e il tasso di cambio di quella data. In Turchia le dichiarazioni sono presentate per via elettronica attraverso il sistema BİLGE e, una volta attribuito un numero di registrazione, la dichiarazione è giuridicamente vincolante; la sua rettifica segue una procedura distinta. La data di registrazione è una soglia non solo per l’aliquota e il tasso di cambio, ma anche per la base imponibile: ai sensi dell’articolo 21 della legge turca sull’IVA, la base imponibile all’importazione comprende, oltre al valore in dogana, le imposte, i dazi, i diritti e le quote pagati all’importazione e le spese sostenute fino alla data di registrazione che non sono ancora state tassate. I costi di terminal e di giacenza che maturano prima della registrazione ampliano quindi la base imponibile dell’IVA, e il costo dell’attesa non è solo la fattura del magazzino.
Perché il codice tariffario è così importante?
Il codice tariffario della merce stabilisce l’aliquota del dazio, le misure di politica commerciale applicabili e le autorizzazioni che verranno richieste. Le prime sei cifre sono il codice SA (HS) dell’Organizzazione mondiale delle dogane; dopo di esse i paesi aggiungono le proprie cifre. In Turchia il codice, chiamato GTİP, ha 12 cifre. Dichiarare lo stesso prodotto sotto due voci diverse può cambiare completamente l’aliquota del dazio, l’assoggettamento al dazio antidumping, la necessità di un controllo preventivo o la richiesta di un certificato. Un codice errato comporta l’accertamento di un dazio aggiuntivo in un controllo successivo e sanzioni amministrative. In caso di dubbio, richiedere un’informazione tariffaria vincolante (BTI) prima dell’importazione è il modo più sicuro per prevenire una controversia successiva.
- Cifre 1–6: Sistema armonizzato (internazionale).
- Cifre 7–8: Nomenclatura combinata (UE).
- Cifre 9–10: suddivisione nazionale.
- Cifre 11–12: codice statistico.
Su quale base si calcolano il dazio doganale, l’IVA e l’accisa?
Le imposte all’importazione si fondano su una base a strati: prima il valore in dogana, poi l’importo maggiorato del dazio doganale e, per ultima, l’IVA. Il valore in dogana è, di regola, determinato con il metodo del valore di transazione e comprende nolo e assicurazione fino al confine della Turchia; in altre parole è un valore su base CIF (cfr. Incoterms). Il dazio doganale si calcola su questo valore con l’aliquota del codice tariffario. L’accisa (ÖTV) sorge solo sulle merci elencate negli allegati della legge ed entra nella base nello strato che precede l’IVA. L’IVA è l’ultimo strato e si calcola sulla base che comprende le imposte precedenti e le spese sostenute fino alla registrazione. La conseguenza pratica è che un aumento del nolo non si riflette sul costo solo per il proprio importo, ma insieme al suo effetto fiscale lungo la catena.
Che cosa significano i canali rosso, giallo, verde e blu?
Il canale indica a quale livello sarà controllata una dichiarazione e, in Turchia, è assegnato automaticamente dal sistema BİLGE alla registrazione, in base a criteri di rischio. Nel canale verde non vi sono né controllo documentale né controllo fisico. Nel canale blu le merci sono svincolate e il controllo è effettuato successivamente sulla dichiarazione e sulla documentazione commerciale. Nel canale giallo la dichiarazione e i suoi allegati sono esaminati documentalmente e le merci non vengono aperte. Nel canale rosso, oltre al controllo documentale, le merci sono sottoposte a controllo fisico e, ove necessario, ad analisi di laboratorio. Il dichiarante non può scegliere il canale, ma le imprese in possesso di un certificato di operatore economico autorizzato (AEO) possono beneficiare di agevolazioni come il canale verde. Il canale è uno degli indicatori importanti per stimare quanti giorni un container resterà in porto, e con esso l’esposizione alle controstallie.
Qual è la differenza tra custodia temporanea e magazzino doganale?
La custodia temporanea è un luogo di attesa con un limite di tempo, mentre un magazzino doganale è un regime doganale. In Turchia, dopo essere state presentate alla dogana, le merci attendono in un luogo di custodia temporanea finché non viene loro assegnata una destinazione doganale; questo periodo è di 45 giorni dalla data della dichiarazione sommaria per le merci che arrivano via mare e di 20 giorni per quelle che arrivano con altre modalità. Se il termine viene superato, le merci entrano nella procedura di liquidazione. Con il regime del magazzino doganale, invece, le merci possono di regola restare sotto vigilanza doganale senza limite di tempo e i dazi non sono pagati finché restano nel magazzino. Poiché le importazioni possono essere effettuate per parti secondo le necessità, il magazzino doganale è uno strumento di differimento per gli importatori che vogliono gestire il flusso di cassa.
Canali di controllo doganale in Turchia e relativo ambito
| Canale |
Ambito |
Effetto sui tempi |
| Verde |
Nessun controllo documentale e nessun controllo fisico |
Il più rapido; legato a status come l’AEO |
| Blu |
Le merci sono svincolate e controllate successivamente su documenti e registri |
Rapido al momento dell’operazione; la verifica arriva dopo |
| Giallo |
La dichiarazione e i suoi allegati sono controllati documentalmente |
Si ferma se i documenti mancano o sono incoerenti |
| Rosso |
Controllo documentale + controllo fisico delle merci, con analisi se necessario |
Il più lungo; si aggiungono la coda per il controllo e i tempi di laboratorio |
Domande frequenti
È obbligatorio avvalersi di uno spedizioniere doganale?
No. L’articolo 225 della legge doganale turca prevede che le formalità siano svolte dal proprietario della merce e dai suoi rappresentanti tramite rappresentanza diretta, oppure da spedizionieri doganali tramite rappresentanza indiretta. Nella rappresentanza indiretta lo spedizioniere agisce in nome proprio ma per conto del proprietario della merce e presenta il potere di rappresentanza all’amministrazione doganale. Avvalersi di uno spedizioniere è una scelta comune per le imprese che importano con regolarità.
Che cosa causa più spesso ritardi nello sdoganamento?
Le cause più frequenti sono documenti incoerenti e controversie sul codice tariffario: una differenza di peso, di numero di colli o di descrizione del prodotto tra fattura, packing list e documento di trasporto impone di rettificare la dichiarazione. A queste si aggiungono un certificato di origine mancante o non valido, merci soggette a controllo preventivo, una verifica del valore in dogana e la coda dei controlli nel canale rosso. Ogni giorno di ritardo genera controstallie sul container e costi di giacenza in magazzino.
Quando lo sdoganamento è considerato concluso in un’esportazione?
È considerato concluso quando la dichiarazione è chiusa e le merci hanno effettivamente lasciato il territorio doganale turco. Quando le formalità di uscita sono terminate, sulla dichiarazione viene apposta un’annotazione di chiusura, e su tale annotazione si fondano l’esenzione all’esportazione e il rimborso dell’IVA. Anche se la nave è stata caricata, a fini contabili l’operazione non è considerata conclusa finché la dichiarazione non è chiusa.
L’immissione in libera pratica e l’importazione sono la stessa cosa?
Nell’uso quotidiano si intende la stessa operazione, ma tecnicamente l’immissione in libera pratica è solo uno dei regimi doganali. Con l’ammissione temporanea, il perfezionamento attivo o il regime del magazzino doganale, le merci entrano in Turchia senza essere immesse in libera pratica; i dazi o non sorgono affatto o sono coperti da una garanzia. La scelta del regime determina direttamente l’imposta da pagare e per quanto tempo e dove le merci possono restare.